Forum Security

FORUM SECURITY - Sicurezza per davvero - Associazione senza scopo di lucro iscritta all'albo della Regione Lombardia

Disclaimer e Privacy

TEMI e PROGETTI

Le tematiche che affrontiamo sono tutte declinate nell'ottica delle sicurezza, vista nei suoi molteplici aspetti, e prendono spunto dal nostro background, dalle nostre competenze e dalla collaborazione attiva dei nostri soci.

Consiglio e Soci fondatori

L'associazione è nata nel 2017 dall'iniziativa di Maria Grazia Santini che ha raccolto intorno a sé amici professionisti e non che ha conosciuto e apprezzato lavorando nel settore della Sicurezza.

I PARTNER

DATASTOR

Recupero dati informatici da Hard Disk (in camera bianca propria) e Smartphone, Chiavette, Raid, Nas
Via  Arbe 29, 20125 Milano
info@datastor.it – www.recuperodatipro.it

MICROCONTROL ELECTRONIC

Sistemi elettronici per la sicurezza
Milano, Via Giuba, 11 – Tel. 02 28314420
www.microcontrol.org

QUASER CERTIFICAZIONI

Servizi di certificazione ed ispezione
Milano, Via Melchiorre Gioia, 72
www.quasercert.com

NEWS

Contributi, aggiornamenti sulle nostre attività, segnalazioni, stato dell'arte dei progetti che stiamo seguendo e molto altro ancora

Europa: La direzione ambigua dell’escalation

di Dott. Marco Filippi

Il 18 settembre Putin ha affiancato rassicurazioni verso l’Europa ad avvertimenti sul Baltico e a una rinnovata enfasi sulla triade nucleare.

Le notizie su 16.000–20.000 posti letto civili riservati ai feriti militari nella Russia occidentale suggeriscono una possibile integrazione civile-militare oltre Kaliningrad. Ancora prive di conferme indipendenti, sono compatibili anche con le esigenze della guerra in Ucraina. La Medical Intelligence deve monitorare personale, scorte ematiche, capacità di evacuazione e difesa civile insieme alla logistica delle truppe.

Droni su aeroporti e basi, incendi e sabotaggi sfruttano l’ambiguità. Il coinvolgimento russo è un’ipotesi credibile; dimostrare la catena di comando può essere quasi impossibile attraverso la sola OSINT. L’incertezza dell’attribuzione non cancella la minaccia.

Le mie stime riguardano possibili sviluppi dal 19 settembre 2026 al 19 aprile 2027, sulla base di OSINT e analisi specialistiche. Sono valutazioni dell’autore, non previsioni statistiche; eventi e aree geografiche si sovrappongono.

OPERAZIONI IBRIDE

Almeno un’operazione significativa diretta o sostenuta dalla Russia, comprendente sabotaggio, attacco informatico o interferenza politica organizzata coordinata maggiore (non eventi isolati dimostrativi, ma eventi ripetuti e coordinati) :

* Europa complessivamente: 90%.

* Balcani: 60%.

* Moldavia: 80%.

ESCALATION MILITARE

Attacco convenzionale russo deliberato, anche limitato:

Baltico/fianco NATO 20%;

Moldavia/Transnistria 15%.

Offensiva territoriale prolungata:

5% in ciascun teatro.

Impiego nucleare russo:

circa 1% nel teatro baltico; meno dell’1% in Moldavia.

La deterrenza NATO limita le opzioni offensive nel Baltico. Le fratture balcaniche favoriscono le interferenze. L’isolamento della Transnistria favorisce coercizione e azioni negabili. I “little green men” assumono particolare rilevanza come scenario in quell’area, senza che le evidenze esaminate abbiano finora accertato indicatori attuali sul campo.

L’emigrazione moldava, la cittadinanza rumena e le reti familiari in Italia incidono sulla resilienza e sui flussi informativi, ma non indicano un recente esodo dal confine.

Kursk si ricollega al mio Scenario Zero (2022): un evento nucleare o radiologico di attribuzione ambigua che imponga una pausa nelle ostilità. Il Triplo Zero (2024) esplora un disastro provocato in un sito nucleare, con ricadute radioattive sull’Europa e conseguenze sulla filiera alimentare.

Il segnalato attacco con drone del 17 settembre contro una torre di raffreddamento di Kursk non avrebbe causato incendi né variazioni operative. Dimostra l’esposizione al rischio, non un rilascio radiologico. Per un rilascio legato al conflitto che richieda misure protettive fuori sito in Russia o Ucraina, la mia nuova stima di lavoro è circa il 5% in sette mesi.

Per l’impiego nucleare tattico russo in Ucraina mantengo il 12–15% sul nuovo orizzonte temporale, rispetto alla valutazione di agosto riferita a sei mesi. Kursk, da sola, non giustifica un aumento. La coercizione resta più probabile dell’impiego.

La mia ipotesi: la visita di Ratcliffe a Mosca potrebbe aver esplorato un accordo segreto che colleghi il futuro della Transnistria alla pace in Ucraina. Questo contenuto negoziale rimane privo di riscontri, ma il livello di attrito di una penetrazione militare russa sul Suwalki Gap e’ preventivabile come troppo costoso militarmente e politicamente.

Osserviamo la convergenza: preparazione sanitaria, logistica, mobilitazione e pretesti politici come indicatori primari nei prossimi mesi.

continua a leggere
29 Settembre 2026

Transizione Energetica e Sicurezza Nazionale: Il Vulnerabile Nodo delle Catene di Approvvigionamento

Il processo di decarbonizzazione, pilastro delle politiche energetiche ed ambientali dell’Unione Europea, sta introducendo un nuovo e forse sottovalutato paradigma di rischio per la sicurezza nazionale: la dipendenza strategica dai materiali critici. Litio, cobalto, terre rare, nichel e rame sono i mattoni fondamentali su cui si costruisce il futuro energetico, ma la loro filiera di approvvigionamento presenta tassi di concentrazione geografica tali da configurare un evidente fattore di vulnerabilità.

A differenza del petrolio e del gas naturale, i cui mercati sono globali e diversificati, l’estrazione e la raffinazione dei materiali critici sono largamente monopolizzate da un numero ristretto di paesi. Questa asimmetria espone l’Italia e l’Europa al rischio di “weaponization” delle supply chain, ovvero l’uso dello strozzamento commerciale come leva di coercizione politica ed economica, un rischio acuito dai recenti scenari di conflitto ibrido.

Dettaglio di una batteria al litio per veicoli elettrici La transizione verso l’accumulo energetico rende l’Europa dipendente da approvvigionamenti geograficamente concentrati.

Per il nostro Paese, fortemente manifatturiero e carente di risorse minerarie interne proprie, la questione si traduce in un problema di resilienza sistemica. Un’interruzione, anche temporanea, nelle forniture di componenti essenziali per l’elettronica di potenza potrebbe paralizzare interi comparti industriali e compromettere la stessa autonomia operativa delle forze armate e dei servizi di sicurezza.

Affrontare questa criticità richiede un approccio olistico che esula dalla pura logica di mercato. È necessario promuovere una vera e propria diplomazia delle risorse, stipulando accordi bilaterali con paesi terzi produttori, basati su standard di sostenibilità. Parallelamente, urge l’accelerazione sul fronte del riciclo dei materiali e sullo sviluppo di tecnologie chimiche alternative che riducano l’incidenza di alcuni elementi critici.

Paesaggio di una grande miniera a cielo aperto L’estrazione delle terre rare impatta pesantemente sulla geografia economica globale, creando nuovi monopoli strategici.

La transizione ecologica, per essere compiuta e duratura, deve innanzitutto essere una transizione sicura. Dobbiamo assicurarci che la cura del pianeta non diventi, paradossalmente, il fattore di rischio che ne mette a repentaglio la sovranità e la stabilità economica.

Nota: i contenuti possono essere realizzati, in tutto o in parte, con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e sottoposti a revisione umana. Le informazioni sono fornite a scopo esclusivamente informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza né indicazioni operative. L’associazione declina ogni responsabilità per eventuali inesattezze, omissioni o conseguenze derivanti dall’utilizzo delle informazioni pubblicate.

continua a leggere
25 Settembre 2026
Russia: Quando gli indicatori iniziano a convergere

Di Dott. Marco Filippi

Un anno fa sostenevo che il punto decisionale critico della Russia in Ucraina potesse trasformarsi in un triangolo:

mobilitazione – accettazione strategica – escalation.

Il nostro modello, però, non ha mai considerato probabile l’impiego nucleare tattico. Dopo Operation Spider Web stimavamo il first use russo intorno al 7% nei sei mesi successivi; dopo gli strike sul Crimea Bridge e sugli assetti navali circa 10%; dopo il leak Skyfall circa 11%.

La coercizione nucleare e mediatica era invece già sopra il 50%, mentre una detonazione puramente dimostrativa rimaneva nell’ordine di pochi punti percentuali.

La distinzione era fondamentale:

signalling probabile; impiego sul campo improbabile.

Oggi il dato interessante non è un singolo indicatore.

È la loro convergenza.

L’economia russa mostra crescente compressione: crescita indebolita, deficit superiore alle previsioni, utilizzo di yuan e oro per sostenere la spesa pubblica.

Non parlerei ancora di collasso economico, ma di riduzione dell’elasticità strategica.

Parallelamente, l’Ucraina sta imponendo costi sempre più profondi: raffinerie, infrastrutture energetiche e grandi nodi logistici, compresi Wildberries e Ozon, vengono colpiti con crescente continuità.

Mosca ha persino autorizzato l’intervento temporaneo dello Stato sulle infrastrutture critiche considerate insufficientemente protette.

Poi c’è il personale.

Zelensky sostiene che Mosca potrebbe mobilitare altri 300.000 uomini dopo le elezioni parlamentari di settembre. È intelligence ucraina non indipendentemente confermata, ma coincide quasi perfettamente con il dilemma che avevamo individuato.

Gli indicatori originari erano concreti:

moduli nucleari anomali nelle esercitazioni; NOTAM Artico/Novaja Zemlja; attività 12ª GUMO e depositi; nuove red lines sugli strike in profondità; variazioni della prudenza nucleare cinese; movimenti persistenti di oro e rischio assicurativo nel Mar Nero.

Oggi si sovrappongono altri domini: compressione economica, necessità di uomini, strike ucraini sempre più profondi, retorica nucleare più aggressiva verso il Regno Unito e vulnerabilità della componente aerea strategica.

Il 25 agosto un USAF C-17 Globemaster III porta a Mosca il direttore CIA John Ratcliffe.

Kyiv avrebbe ricevuto la richiesta di sospendere temporaneamente alcuni strike a lungo raggio. Ratcliffe incontra i vertici dell’intelligence russa e Putin viene immediatamente informato.

Il precedente noto più vicino: William Burns, novembre 2021.

Aggiungiamo attrito, perdite e difficoltà di dispersione della componente bombardieri strategici e l’insolita visita di Putin a Iturup il 13 agosto.

E qui torna un indicatore che avevamo già individuato: la dispersione strategica.

La persistente attività sismica e l’esposizione a tsunami della Kamchatka non sono indicatori nucleari. Ma possono complicare infrastrutture, continuità e capacità di dispersione nell’Estremo Oriente proprio mentre la ridondanza degli assetti strategici assume maggiore valore.

STIMA ANALITICA AGGIORNATA

Coercizione/signalling nucleare: ~65–70%

Mobilitazione aggiuntiva significativa entro l’autunno: ~55–65%

Evento nucleare dimostrativo: ~5–7%

Impiego nucleare tattico nei prossimi sei mesi: ~12–15%

Sono stime analitiche strutturate, non forecast statistici.

La domanda quindi non è più soltanto:

“La Russia userà un’arma nucleare tattica?”

Ma:

“Mobilitazione, compressione economica, vulnerabilità delle forze strategiche e coercizione nucleare stanno iniziando a rafforzarsi reciprocamente?”

La mia valutazione rimane che l’impiego nucleare tattico sia improbabile.

Ma rispetto al nostro precedente 7 → 10 → 11%, il vettore di rischio è salito, e non di poco.

Il percorso dominante resta molto più probabilmente quello della coercizione nucleare, del signalling e della manipolazione della soglia di escalation.

Nello strategic warning, correlazione non significa previsione.

Ma la convergenza conta.

continua a leggere
21 Settembre 2026